leggi razziali ed altre vergogne

la promulgazione delle cosiddette leggi razziali fu introdotta dal Manifesto della Razza o più esattamente il Manifesto degli scienziati razzisti – pubblicato una prima volta in forma anonima sul Giornale d’Italia il 15 luglio 1938 con il titolo Il Fascismo e i problemi della razza, e poi ripubblicato sul numero uno della rivista La difesa della razza il 5 agosto 1938.

la giornata della memoria – che qui si è preferito chiamare giornata della coscienza creativa – non appartiene solo agli ebrei, tantomeno agli isrealiani e ancor meno ai politici in caccia di voti, visibilità, consenso. di qualunque schieramento essi siano gli alfieri, di qualsivoglia sensibilità essi facciano mostra.

questa giornata appartiene a tutto il genere umano.

così come il vulnus del manifesto della razza e il colpo esiziale delle leggi razziali son traumi che si sono abbattuti sul corpo dell’intera umanità.

nel migliore dei mondi possibili, nulla di tutto ciò sarebbe mai dovuto accadere.

eppure in questo mondo, l’unico nel quale ci è dato di (soprav-)vivere, queste cose, ed altre simili o addirittura peggiori (hiroshima, nagasaki, utu e tutsi, devastazione dei nativi americani, sterminio sistematico dei boscimani, degli aborigeni, apartheid e… continuate voi l’elenco), non solo son accadute, ma seguitano a non terminarsi o addirittura si corre il rischio di vederle tornare.

sempre pronte in agguato.

se grattare periodicamente la crosta, non è il metodo migliore di guarire la ferita, precariamens chiede ai suoi lettori di suggerire strategie di cura (del sé e del mondo) alternative.


continua-te

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