il pelo nell’uovo

sabato, a quanto pare, cappellacci ha sferrato un colpo, promettendo che, in caso di vittoria, il suo programma prevede sgravi fiscali del 20% per quelle imprese che nel 2009 aumenterano il proprio fatturato. lo sgravio dovrebbe essere non su tutto il fatturato – ovviamente… – ma solo sull’aumento rispetto al 2008. si tratterebbe, in buona sostanza, di un bonus fiscale, una regalia o un premio, se si preferisce, per i più capaci e fortunati. uno stimolo, insomma. tu dimostri, in qualunque modo, di aumentare il fatturato, e noi ti premiamo.
a voler cercare il pelo nell’uovo, verrebbe da dire che in tutto ciò c’è un certo paternalismo: tu fai da bravo, e mamma e papà ti regalano le caramelle, i pattini, i soldini per la playstation.
va benissimo, per carità, che i genitori educhino i figli anche così.
eppure qui non si tratta di problemi relazionali e pedagogici tra generazioni, non c’è da scegliere tra il metodo montessori, pavlov  o skinner.
qui si tratta di stabilire e pensare in termini di adulti (a 18 anni lo si è già per lo stato) e tra adulti (scegliere una classe dirigente significa anche scegliere la propria maturità: ogni comunità ha infatti i politici che si merita).
ma si lasci a ciascuno il diritto e la libertà di scegliere la propria classe dirigente.
quello che è invece utile far qui è tutt’altro, almeno in parte.
la sardegna, per quanto regione a statuto speciale, e nonostante gli indipendentisti (di qualunque orientamento e fazione), fa parte dell’italia e l’italia fa parte dell’unione europea.
l’unione europea – per quanto sia ancora più prossima ad un’utopia che ad un vero soggetto politico concreto – sebbene su molte discipline non agisca in modo concreto e fattivo, non tralascia però di sanzionare quei soggetti, di tutti i livelli essi siano, che violino il libero mercato e la libera concorrenza. in altre parole: uno soggetto pubblico non può aiutare dei concorrenti privati, perché nel tal caso esso si rende passibile di una sanzione.
detto questo, rimane ancora un dubbio. può un soggetto regionale decidere in materia fiscale? forse sì (entro certi limiti), forse no. di sicuro non può incidere in modi significativi. il 20%, per quanto applicato al solo aumento di fatturato rispetto alla chiusura del 2008, è comunque un alleggerimento importante.
dunque: come può una regione – non certo ricca come la sardegna – operare un simile taglio? su quali basi economiche e giuridiche?
tradotto in termini più semplici, diremmo: può? e se può, a chi tocca pagare?
votare è un diritto, talvolta un dovere e troppo spesso una fatica – che almeno non sia inutile, allora…