ermeneutica del sospetto – il nucleare fai da te

l’attività ermeneutica è l’arte dell’interpretazione, ossia il porsi dinnanzi a qualunque cosa per chiedersi perché, avanzando di conserva parecchie ipotesi, inferenze e, per i più raffinati, abduzioni.

 

l’ermeneutica del sospetto è dunque l’arte di chiedersi cosa c’è dietro.

per denigrare quest’arte – che come ogni arte richiede il padroneggiamento di una tecnica raffinata (il pensare, in questo caso) – in italia ci si è inventati un termine sinistro: dietrologia.

in italia, si dice, si pratica un eccesso di dietrologia.

eppure questa pratica ha padri nobili e vittime illustri.

due su tutti: machiavelli e cesare.

machiavelli l’ha finita al confino a scriversi con guicciardini e pochi altri seduto sulla tazza del suo cesso.

cesare l’ha finita peggio (o meglio a seconda dei punti di vista).

entrambi, con la loro storia, ci mostrano che l’ermeneutica del sospetto, una volta iniziata, non può esser abbandonata con leggerezza.

certo, dirà qualcuno, poteva andare anche peggio. se cesare avesse letto machiavelli (è solo un paradosso), magari l’avrebbe finita pure peggio. accoltellato mentre si scriveva con cleopatra stando diritto sul suo vespasiano.

non esistono prove, in merito. né esisteranno mai.

 

eppure, pensiamo alle centrali nucleari.

 

nel 1987 gli italiani hanno votato in un certo modo i tre quesiti referendari che dicevano, fra le righe, siete a favore o contro il nucleare?

l’esito è stato lo smantellamento delle centrali sul territorio nazionale.

 

oggi tuttavia, cavillando, si sente dire che in verità in quel referendum gli italiani non si sono espressi davvero contro il nucleare ma solo sulla sua dislocazione sul territorio nazionale. ovvero, erano contro il fatto che una centrale potesse essere costruita a napoli piuttosto che a cagliari. ma non erano contro il nucleare in sé, non erano contro il nucleare in quanto tale.

 

oggi, praticando l’ermeneutica del sospetto, chiedo ai lettori se sono contro il nucleare. chiedetevi pertanto:

 

sono contro il nucleare in sé o contro il nucleare in me?

 

per quanti si siano espressi a favore del nucleare in me (o in noi), propongo uno scenario fantascientifico.

 

una delle proposte che potremmo avanzare al governo è di inaugurare la nuova frontiera del nucleare, con una sovvenzione statale per iniziare.

 

il nucleare fai da te.

 

 la mia idea è questa: 50.000 euro per impiantare una piccola centrale nucleare nel bagno di casa, tra il wc e il bidè.

 

certo, ci saranno degli sprovveduti assonnati che la mattina, ancora storditi dalle poche ore di sonno, mentre praticano lo sciopero virtuale o decidono in merito al referendum interno se aderire o meno allo sciopero del comparto trasporti, seduti sulla tazza del cesso a gingillarsi con la scheda (occhio a bruto), per errore invece di sciaquarsi le vergogne nel bidè, ahiloro, si acomoderanno sul minireattore.

 

nulla di grave: scajola ha previsto anche questo!

 

infatti l’urina residua è un ottimo metodo di refrigerazione del nucleo della centrale (l’avessero fatto a chernobyl si sarebbero evitati un sacco di guai).

 

ma e d’inverno? come si può pretendere, d’inverno, che uno si sfreddi le balle o la patatina per tenere in temperatura il nocciolo del reattore?

anche su questo, i lungimiranti tecnici del cnr hanno avuto modo di porre rimedio, praticando il nucleare stagionale disgiunto.

 

infatti durante le stagioni rigide, si praticherà la fusione a caldo dell’atomo (abbattendo i costi dei boiler); durante le stagioni più afose, si praticherà la fissione a freddo (rendendo inutile l’uso dei climatizzatori).

 

pare che anche la green administration di obama stia studiando questa soluzione per risparmiare introiettando così i fondi necessari a dare copertura medica ai 46 milioni di americani che ne sono ancora sprovvisti.

 

rischi?

nessuno!

 

provare per credere

 

andate però avanti voi, che a me viene da…